domingo, 9 de noviembre de 2025

🎭 il nuotatore di Auschwtiz /Teatro Comunale Ruggero Ruggeri di Guastalla



#repost @teatroruggeriguastalla 1943. Campo di sterminio di Auschwitz. Il suo numero era 172763

𝗔𝗹𝗳𝗿𝗲𝗱 𝗡𝗮𝗸𝗮𝗰𝗵𝗲 era un nuotatore francese di origine ebraica, detentore di un record mondiale, che anche negli anni di prigionia non ha mai smesso di allenarsi, tuffandosi nell’acqua gelida di un bacino idrico

La sua forza e determinazione gli hanno permesso di sopravvivere e segnare un nuovo record dopo la liberazione

Ad Auschwitz era internato anche 𝗩𝗶𝗸𝘁𝗼𝗿 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗸𝗹, psichiatra austriaco che nel libro 𝘜𝘯𝘰 𝘱𝘴𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰𝘨𝘰 𝘯𝘦𝘪 𝘭𝘢𝘨𝘦𝘳 ha raccontato l’esperienza vissuta e di coloro che, come Nakache, sono riusciti a superare quella prova terribile

Nella messinscena cupa e luminosa di Luca De Bei, @raoulbovagram si fa da tramite per raccontare le storie di queste due figure straordinarie, che veicolano a noi contemporanei un messaggio di speranza: vivere è certo anche sofferenza, ma cercare un senso a questa sofferenza guardando verso il futuro con uno scopo è il modo per affrontare le sfide più dure che la vita ci presenta

In questo modo è possibile arrivare, infine, a scoprire il senso stesso dell’esistenza

Foto di Massimiliano Fusco

🎟️ 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶
🗓️ sabato 10 gennaio, 21:00
⏳ 90 minuti
☕️ 2 atti

‼️𝗣𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮‼️

Per info e prenotazioni:
📧 ufficiocultura@comune.guastalla.re.it
📞 0522 839756
📞 0522 839761 
 
1943. Campo de exterminio de Auschwitz. Su número era el 172763. Alfred Nakache fue un nadador francés de origen judío, plusmarquista mundial, que nunca dejó de entrenar, ni siquiera durante sus años de prisión, sumergiéndose en las gélidas aguas de un embalse. Su fuerza y ​​determinación le permitieron sobrevivir y establecer un nuevo récord tras la liberación. También estuvo internado en Auschwitz Viktor Frankl, un psiquiatra austriaco que, en su libro «Uno psicologo nei lager», relató su experiencia y la de aquellos que, como Nakache, lograron superar aquella terrible experiencia. En la puesta en escena, oscura y luminosa a la vez, de Luca De Bei, @raoulbovagram sirve de vehículo para contar las historias de estas dos figuras extraordinarias, quienes nos transmiten un mensaje de esperanza: vivir es, sin duda, sufrir, pero buscarle sentido a ese sufrimiento, mirando hacia el futuro con propósito, es la manera de afrontar los desafíos más difíciles que nos presenta la vida. De este modo, es posible descubrir, finalmente, el sentido mismo de la existencia.