lunes, 5 de octubre de 2026

"Il Confine", Raoul Bova torna in tv da infiltrato: il mistero del fratello morto e una Puglia piena di segreti/En "Il Confine", Raoul Bova regresa a la televisión como un agente secreto: el misterio de su hermano fallecido y una Apulia llena de secretos


Un uomo torna a casa dopo quasi trent’anni e trova un fratello morto, una famiglia che ormai conosce appena e una verità ufficiale alla quale non riesce a credere. Parte da qui “Il Confine”, titolo ancora provvisorio della nuova miniserie Mediaset prodotta da Lux Vide che riporta Raoul Bova al thriller investigativo. Dietro la macchina da presa c’è Michele Soavi, regista che ritrova Bova dopo esperienze importanti come Ultimo, Francesco e Nassiriya – Per non dimenticare.
 
Bova interpreta Lorenzo Magni, un uomo che ha lasciato la Puglia quasi trent’anni prima e ha trascorso buona parte della sua vita in Sud America, lavorando come infiltrato nella lotta ai cartelli del narcotraffico. Un’esistenza vissuta sotto copertura, imparando a riconoscere bugie, silenzi e mezze verità. A riportarlo nella sua terra è la morte del fratello Angelo. L’uomo lascia la moglie Maria Chiara e la figlia Anna, della quale Lorenzo cerca di prendersi cura dopo tanti anni di lontananza. Ma soprattutto lascia dietro di sé parecchie domande.  
 
La versione ufficiale parla di suicidio. Lorenzo, però, non ci crede. Comincia così un’indagine personale che lo porta a ricostruire gli ultimi anni di vita del fratello. E proprio qui si apre il vero mistero della serie: chi era diventato Angelo durante i trent’anni in cui i due fratelli erano rimasti lontani? Più Lorenzo scava, più scopre un uomo diverso da quello conservato nei suoi ricordi. Il ritorno a casa diventa così anche un viaggio dentro una famiglia cambiata mentre lui era dall’altra parte del mondo e dentro un passato che evidentemente non ha ancora presentato il conto. 

Le riprese tra Vieste, Cisternino e Roma

La lavorazione è già entrata nel vivo. Dopo alcune riprese realizzate a Sabaudia, il set arriva in questi giorni a Vieste, scelta come una delle principali ambientazioni pugliesi della storia. La città del Gargano diventa parte integrante della fiction, con riprese previste tra il centro storico, piazza Vittorio Emanuele, via Pola, Largo San Pietro, via San Francesco, il lungomare e la zona del porto. Alcune aree sono state temporaneamente adattate alle esigenze della produzione, intervenendo anche su arredi, segnaletica e illuminazione. Ma la Puglia di Il Confine non sarà soltanto quella del Gargano. Le riprese toccheranno anche Cisternino, nel Brindisino, mentre una parte consistente della lavorazione sarà realizzata a Roma.

 La produzione sarà più lunga di quanto lasciassero immaginare le prime indiscrezioni. La lavorazione dovrebbe infatti proseguire per circa quattordici settimane e mezzo, con conclusione prevista alla fine di gennaio 2027. Sono previste numerose giornate di riprese tra Lazio e Puglia e una troupe di quasi cento persone. Non è stata invece ancora comunicata ufficialmente la data di messa in onda, così come resta da conoscere nel dettaglio il cast che affiancherà Raoul Bova. La trama, però, lascia già intravedere la direzione della serie. 
 

Il Confine sembra voler utilizzare il meccanismo del thriller per raccontare soprattutto una storia familiare. Lorenzo ha trascorso trent’anni infiltrandosi nelle vite degli altri per scoprirne i segreti. Tornato a casa, dovrà fare esattamente la stessa cosa con qualcuno che credeva di conoscere: suo fratello.

E forse il “confine” del titolo è proprio questo: quello sottilissimo tra la persona che ricordiamo e quella che, lontano da noi, è diventata.

 
Un hombre regresa a casa tras casi treinta años y se encuentra con un hermano muerto, una familia a la que apenas conoce y una versión oficial de los hechos que no logra creer. Este es el punto de partida de *Il Confine* —título provisional de una nueva miniserie de Mediaset producida por Lux Vide—, obra que marca el regreso de Raoul Bova al género del *thriller* de investigación. Detrás de la cámara se encuentra Michele Soavi, director que vuelve a colaborar con Bova tras proyectos destacados como *Ultimo*, *Francesco* y *Nassiriya – Per non dimenticare*.
 
  Bova interpreta a Lorenzo Magni, un hombre que dejó Puglia hace casi treinta años y pasó gran parte de su vida en Sudamérica trabajando de forma encubierta para combatir a los cárteles de la droga. Fue una vida vivida en las sombras, donde aprendió a detectar mentiras, silencios y verdades a medias. La muerte de su hermano, Angelo, lo lleva a regresar a su tierra natal. Angelo deja atrás a su esposa, Maria Chiara, y a su hija, Anna —de quienes Lorenzo intenta ocuparse tras tantos años de ausencia—, pero, sobre todo, deja una serie de interrogantes sin respuesta.
 
 La versión oficial apunta al suicidio. Lorenzo, sin embargo, no se lo cree. Así comienza una investigación personal que le lleva a reconstruir los últimos años de vida de su hermano. Y es precisamente aquí donde se despliega el verdadero misterio de la serie: ¿en quién se había convertido Angelo durante los treinta años que los hermanos pasaron separados? Cuanto más indaga Lorenzo, más descubre a un hombre distinto del que guardaba en sus recuerdos. Regresar a casa se convierte, pues, en un viaje hacia una familia que cambió mientras él estaba al otro lado del mundo, y hacia un pasado que, claramente, aún tiene cuentas pendientes.
  
Rodaje en Vieste, Cisternino y Roma 
 
La producción ya está en pleno desarrollo. Tras el rodaje inicial en Sabaudia, el equipo llega a Vieste, localidad elegida como uno de los escenarios clave de la historia en la región de Apulia. Este municipio del Gargano se está convirtiendo en una parte fundamental de la serie, con grabaciones previstas en el casco histórico, la Piazza Vittorio Emanuele, Via Pola, Largo San Pietro, Via San Francesco, el paseo marítimo y la zona del puerto. Algunas áreas han sido adaptadas temporalmente para satisfacer las necesidades de la producción, lo que ha conllevado modificaciones en el mobiliario urbano, la señalización y la iluminación. No obstante, la Apulia que se mostrará en *Il Confine* no se limitará a la zona del Gargano; también se rodará en Cisternino (provincia de Brindisi), mientras que una parte importante de la producción se filmará en Roma.
 La producción llevará más tiempo del que sugerían los informes iniciales. Se prevé que el rodaje dure aproximadamente catorce semanas y media, concluyendo a finales de enero de 2027. Hay programadas numerosas jornadas de grabación en las regiones de Lacio y Apulia, con un equipo de casi cien personas. No obstante, aún no se ha anunciado oficialmente la fecha de emisión ni se ha revelado el reparto completo que acompañará a Raoul Bova. Aun así, la trama ya permite vislumbrar el rumbo que tomará la serie.
 
 *Il Confine* parece utilizar los mecanismos del *thriller* para narrar, ante todo, una historia familiar. Lorenzo ha pasado treinta años infiltrándose en la vida de los demás para descubrir sus secretos. Al regresar a casa, debe hacer exactamente lo mismo con alguien a quien creía conocer: su hermano. Y tal vez la «frontera» del título sea precisamente esta: la línea finísima entre la persona que recordamos y aquella en la que se ha convertido mientras estaba lejos de nosotros.
 
 

✍️ il mattino

 

(Fotos) Set 'il Confine'

🎬A Sabaudia le riprese di una serie tv di Mediaset con Raoul Bova: il Confine/A Sabaudia llega el rodaje de una nueva serie de Mediaset con Raoul Bova: il Confine

Raoul Bova arriva a Vieste, al via le riprese di una serie televisiva 'Il Confine'/Raoul llegará a Vieste para el rodaje de la serie 'Il Confine' 

Arriva “Il Confine” per Raoul Bova: primo ciak a ottobre/Lleva 'Il Confine' con Raoul Bova: primer día de rodaje en octubre

 


Photo film/tv series

TV Series: Don Matteo 13 (2002)




 
 

sábado, 3 de octubre de 2026

(Vídeo) Raoul annunciando la loro partecipazione a 'Tú sí que vales'





🎥 (Vídeo) Raoul in 'Tú sí que vales'

 

🎥 (Vídeo) Raoul in 'Tú sí que vales'

3/10/26

Lip Sync Battle – Raoul Bova e Sabrina Ferilli


 


 

Raoul Bova al Villaggio delle Zucche di Nonno Andrea: memoria, terra e inclusione/Raoul Bova en la Aldea de Calabazas del Abuelo Andrea: Memoria, Tierra e Inclusión


Ieri da Nonno Andrea è stata una di quelle giornate che difficilmente si dimenticano.

Il Villaggio delle Zucche, con i suoi colori caldi, la campagna circostante e quell’atmosfera magica che solo l’autunno sa regalare, era gremito di famiglie, bambini e tantissimi fan giunti per incontrare un ospite davvero speciale: Raoul Bova.

Vederlo lì, in mezzo alla gente e ai campi di zucche, ha trasmesso un’emozione autentica. Nessun atteggiamento da grande divo né barriere: Bova si è messo a parlare, a raccontarsi e soprattutto a ricordare, rivolgendo il suo primo pensiero profondo alla natura e a suo padre.

L’attore ha ripercorso la propria infanzia vissuta in campagna accanto a una figura paterna che aveva fatto dell’orto una passione Viscerale, coltivando pomodori, zucche e peperoncini e dedicandosi alla preparazione delle conserve con un amore sconfinato per la terra. Un dettaglio ha colpito tutti i presenti: oggi quell’orto continua a vivere proprio grazie a Raoul, che lo coltiva in prima persona. «Venire qui oggi è un po’ come ricordarlo», ha confidato commosso.

Ayer, en casa del abuelo Andrea, fue uno de esos días inolvidables. 

 La Aldea de las Calabazas, con sus cálidos colores, el paisaje rural circundante y esa atmósfera mágica que solo el otoño puede ofrecer, estaba repleta de familias, niños e innumerables fans que habían venido a conocer a un invitado muy especial: Raoul Bova. 

Verlo allí, entre la gente y los campos de calabazas, transmitía una emoción genuina. Sin aires de estrella ni barreras, Bova comenzó a hablar, a compartir su historia y, sobre todo, a recordar, dedicando sus primeros pensamientos profundos a la naturaleza y a su padre. 

 El actor relató su infancia en el campo junto a una figura paterna que había convertido la jardinería en una pasión visceral, cultivando tomates, calabazas y chiles, y dedicándose a hacer conservas con un amor infinito por la tierra. Un detalle llamó la atención de todos los presentes: hoy, ese jardín sigue floreciendo gracias a Raoul, quien lo cultiva personalmente. «Venir aquí hoy es un poco como recordarlo», confesó, emocionado. 


Non poteva esserci riflessione più adatta per un evento ospitato da Nonno Andrea, un luogo dove il contatto con la natura non rappresenta un semplice sfondo, ma un’identità viva.

Durante l’incontro si è parlato anche di televisione, della nuova serie “Tutto l’amore che resta” e soprattutto di temi sociali fondamentali come l’inclusione, la disabilità e la necessità di costruire una società capace non soltanto di accettare, ma di ascoltare e accogliere davvero le fragilità, attraverso parole semplici e dirette che sono arrivate al cuore del pubblico.

È stato bello riscoprire l’uomo dietro l’attore, un professionista che ama uscire dai ritmi del set per stringere le mani delle persone e percepire il loro affetto sincero.

Al termine del talk non sono mancati i sorrisi, gli scatti e un’attenzione speciale riservata alle persone con disabilità, che hanno potuto vivere un momento d’incontro dedicato con la massima sensibilità.

Mentre la serata volgeva al termine e il Villaggio delle Zucche tornava alla sua atmosfera festosa, è rimasta nell’aria la sensazione di aver condiviso un pomeriggio speciale, fatto di valori autentici. Raoul Bova se n’è andato lasciando molto più di qualche fotografia: ha regalato la storia di un figlio che custodisce l’eredità paterna e di un artista che cerca nella vita reale le sue ispirazioni migliori.

No podría haber habido una reflexión más apropiada para un evento organizado por Nonno Andrea, un lugar donde el contacto con la naturaleza no es solo un telón de fondo, sino una identidad viva.

  En la reunión también se habló de televisión, de la nueva serie "Tutto l'amore che resta" (Todo el amor que queda) y, sobre todo, de temas sociales fundamentales como la inclusión, la discapacidad y la necesidad de construir una sociedad capaz no solo de aceptar, sino también de escuchar y abrazar verdaderamente la fragilidad, a través de palabras sencillas y directas que conmovieron al público. 

 Fue maravilloso redescubrir al hombre detrás del actor, un profesional que disfruta escapar de la rutina del set para tomar de la mano a la gente y sentir su sincero afecto. 

Al final de la charla, abundaron las sonrisas, las fotos y la atención especial a las personas con discapacidad, quienes pudieron disfrutar de un encuentro dedicado con la máxima sensibilidad.

  Al caer la tarde y recuperarse el ambiente festivo de la Aldea de las Calabazas, perduraba la sensación de haber compartido una tarde especial, impregnada de valores auténticos. Raoul Bova dejó mucho más que unas cuantas fotografías: nos ofreció la historia de un hijo que preserva el legado de su padre y de un artista que busca su mayor inspiración en la vida real. 

✍️ il metropolitano

 

Raoul in Villaggio delle Zucche : “Venire qui è un po’ ricordare mio padre”/ "Venir aquí es un poco como recordar a mi padre".

(Vídeo + Foto) Raoul in 'Comune di Villorba'