lunes, 23 de febrero de 2026

(Vídeo) Raoul Bova in Veneto tra cinema e teatro, dal thriller C14 al Nuotatore di Auschwitz/Raoul Bova en Véneto entre cine y teatro, desde el thriller C14 hasta El nadador de Auschwitz

Un thriller al cardiopalma come Il codice Da Vinci ma con il rigore storico e scientifico di un documentario. Sono queste le premesse di “C14” (abbreviazione di “Carbonio 14” il metodo utilizzato per desumere l’epoca di provenienza della Sacra Sindone), il film con protagonista Raoul Bova per la regia del padovano Antonello Belluco, che il 23 febbraio batte il suo primo ciak a Marostica, dopo la presentazione di domenica 22 febbraio a Bassano del Grappa, città dove si svolgeranno alcune scene, così come a Padova (nella Basilica di Santa Giustina), e poi in Puglia (nella Masseria San Domenico). Con Elena Grassi, l'attore parla anche de "Il nuotatore di Auschwitz", a teatro

Un thriller trepidante como El código Da Vinci, pero con el rigor histórico y científico de un documental. Estas son las premisas de «C14» (abreviatura de «carbono 14», el método utilizado para deducir la época de procedencia de la Sábana Santa), la película protagonizada por Raoul Bova y dirigida por Antonello Belluco, de Padua, que el 23 de febrero dará su primer claqueta en Marostica, tras la presentación del domingo 22 de febrero en Bassano del Grappa, ciudad donde se rodarán algunas escenas, al igual que en Padua (en la Basílica de Santa Giustina) y luego en Apulia (en la Masseria San Domenico). Junto a Elena Grassi, el actor también habla de «Il nuotatore di Auschwitz» (El nadador de Auschwitz), en el teatro. 





 
 

Raoul Bova a Bassano risolve i misteri della Sindone/Raoul Bova resuelve los misterios de la Sábana Santa en Bassano


È Raoul Bova il protagonista di “C14” (titolo provvisorio, dalla sigla dell’isotopo di carbonio utilizzato per datare i reperti archeologici), il thriller sulla sacra Sindone prodotto dalla bassanese Eriador film, le cui riprese inizieranno oggi. Nel cast, oltre a lui, Ludovica Martino e Francesco Arca, con parti anche per Giancarlo Giannini, Melissa Satta e Mattia Sbragia. Tra le location, Diesel farm di Marostica, il centro di Bassano (le piazze e, immancabile, il Ponte), la basilica di Santa Giustina a Padova e, in Puglia, la masseria San Domenico.
 

La trama

«Sarà un film avvincente ma caratterizzato da un profondo rigore storico e scientifico», ha detto il regista Antonello Belluco. L’idea è nata dai colloqui con un docente universitario che ha individuato una moneta giustinianea la cui effigie ha 120 punti di contatto con il mondo della Sindone. «Per anni abbiamo pensato alla chiave giusta per costruire la storia e i personaggi» ha fatto eco la figlia Giulia, produttrice. Che ha esperienze negli Usa ma questa volta intende «portare un progetto italiano sul mercato internazionale». Gli appoggi sono promettenti, dalla collaborazione con RaiCinema al supporto del Ministero della Cultura fino al patrocinio del Comune di Bassano, «città in cui abbiamo trovato un’accoglienza straordinaria».

La sindone nel 2033

Il film sarà ambientato nel 2033, data di una nuova ostensione della Sindone. Il ritrovamento di un medaglione d’oro raffigurante il volto di Cristo minaccia di sconvolgere le fondamente della fede e della scienza. Giorgia Giani (Martino), una giovane ricercatrice, ne è consapevole e, spinta dal bisogno di verità, ruba l’oggetto e si rivolge a Tommaso Luraghi (Bova), docente universitario emarginato dal mondo accademico. Ma il medaglione diventa presto oggetto di una caccia senza scrupoli in cui nessuno è al sicuro, tra interessi di società segrete e vendette personali.

Le parole di Bova

«Il copione mi ha affascinato fin da subito - ha dichiarato Bova -. Per me quello di Tommaso sarà un personaggio nuovo, molto stimolante, che io stesso scoprirò giorno per giorno. Simboleggerà il fatto che nella vita ci sono sempre scoperte nuove che possono mettere in dubbio le nostre certezze. Questo professore diventa scomodo e si autoesilia per poi cadere in un gioco molto pericoloso. Se nascerà del tenero con la ricercatrice? Non posso spoilerare».

Quello che è certo è che Ludovica Martino si sentirà molto in parte. L’attrice di “Vita da Carlo” e “Come fratelli” si è confessata «appassionata di storia: »Avrei voluto fare l’archeologa». Arca sarà invece un amico del protagonista, «una sorta di cavaliere senza macchia, un solitario che dopo un passato torbido si metterà al servizio di Tommaso». 

 
Raoul Bova es el protagonista de «C14» (título provisional, por las siglas del isótopo de carbono utilizado para datar los hallazgos arqueológicos), el thriller sobre la Sagrada Sábana Santa producido por Eriador Film, con sede en Bassano, cuyo rodaje comenzará hoy. Además de él, el reparto cuenta con Ludovica Martino y Francesco Arca, con papeles también para Giancarlo Giannini, Melissa Satta y Mattia Sbragia. Entre las localizaciones se encuentran la granja Diesel de Marostica, el centro de Bassano (las plazas y, como no podía faltar, el puente), la basílica de Santa Giustina en Padua y, en Apulia, la masía San Domenico. 
 
La trama

«Será una película apasionante, pero caracterizada por un profundo rigor histórico y científico», ha afirmado el director Antonello Belluco. La idea surgió a raíz de unas conversaciones con un profesor universitario que identificó una moneda justiniana cuya efigie tiene 120 puntos de contacto con el mundo de la Sábana Santa. «Durante años hemos pensado en la clave adecuada para construir la historia y los personajes», se hizo eco su hija Giulia, productora. Ella tiene experiencia en Estados Unidos, pero esta vez pretende «llevar un proyecto italiano al mercado internacional». El apoyo es prometedor, desde la colaboración con RaiCinema hasta el respaldo del Ministerio de Cultura y el patrocinio del Ayuntamiento de Bassano, «ciudad en la que hemos encontrado una acogida extraordinaria».

El Sudario en 2033

La película estará ambientada en 2033, fecha de una nueva exposición del Sudario. El hallazgo de un medallón de oro con la imagen del rostro de Cristo amenaza con trastocar los fundamentos de la fe y la ciencia. Giorgia Giani (Martino), una joven investigadora, es consciente de ello y, impulsada por la necesidad de la verdad, roba el objeto y se dirige a Tommaso Luraghi (Bova), un profesor universitario marginado por el mundo académico. Pero el medallón pronto se convierte en objeto de una caza sin escrúpulos en la que nadie está a salvo, entre intereses de sociedades secretas y venganzas personales.
 
Las palabras de Bova
 
«El guion me cautivó desde el primer momento», declaró Bova. «Para mí, Tommaso será un personaje nuevo y muy estimulante, que iré descubriendo día a día. Simbolizará el hecho de que en la vida siempre hay nuevos descubrimientos que pueden poner en duda nuestras certezas. Este profesor se vuelve incómodo y se autoexilia para luego caer en un juego muy peligroso. ¿Surgirá algo entre él y la investigadora? No puedo desvelar nada».

Lo que es seguro es que Ludovica Martino se sentirá muy identificada con el papel. La actriz de «Vita da Carlo» y «Come fratelli» se ha confesado «apasionada de la historia: «Me hubiera gustado ser arqueóloga». Arca, por su parte, será un amigo del protagonista, «una especie de caballero sin mancha, un solitario que, tras un pasado turbio, se pondrá al servicio de Tommaso». 
 
 
 

 
 

🎬 In Veneto primi ciak per “C14” con Raoul Bova, la risposta italiana a “Il codice Da Vinci”/En Véneto, primer rodaje de «C14» con Raoul Bova, la respuesta italiana a «El código Da Vinci»


Un thriller al cardiopalma come Il codice Da Vinci ma con il rigore storico e scientifico di un documentario. Sono queste le premesse di “C14” (abbreviazione di “Carbonio 14” il metodo utilizzato per desumere l’epoca di provenienza della Sacra Sindone), il film con protagonista Raoul Bova per la regia del padovano Antonello Belluco, che il 23 febbraio batte il suo primo ciak a Marostica, dopo la presentazione di domenica 22 febbraio a Bassano del Grappa, città dove si svolgeranno alcune scene, così come a Padova (nella Basilica di Santa Giustina), e poi in Puglia (nella Masseria San Domenico).
 
Dismessa temporaneamente la tonaca di Don Massimo nella seguitissima serie Rai Don Matteo, Bova vestirà qui i panni di Tommaso Luraghi, un docente universitario e sinologo, impegnato nella ricerca della verità rispetto alla datazione della Sindone, che il metodo C14 vuole intorno al XIV secolo, ma un ritrovato medaglione di epoca bizantina potrebbe portare indietro nel tempo, con sconvolgenti rivelazioni. 
 

«Il film è ambientato nel 2033 quando il Vaticano si prepara all’ostensione della Sindone esattamente duemila anni dopo la morte di Cristo», anticipa l'attore, «ed è un thriller psicologico sulle origini del sacro sudario. Il mio personaggio è un professore che ha delle sue teorie sull’epoca della Sindone, mosse da motivazioni scientifiche, e per questo è scomodo e si auto esilia, diventando al contempo un punto di riferimento per chi, come lui, anela a nuove scoperte». E questo “chi” nella narrazione è Giorgia Giani, interpretata da Ludovica Martino, una ricercatrice in possesso del medaglione bizantino riportante un volto identico a quello emerso dalla Sindone: prova che darebbe concretezza alle ipotesi del professor Luraghi. I due dovranno vedersela però con i "cattivi", ostinati a far sì che queste scoperte non vengano divulgate, per una miglior gestione del potere.

Comincia allora una fuga con lo scopo di proteggere la verità, che mette a repentaglio la vita della ricercatrice e del professore, uniti, forse, anche dal nascere di un affetto. «Luraghi è un ruolo inedito per me», continua Bova, «che mi arricchisce personalmente e non solo professionalmente, perché ho imparato molte cose dalla sceneggiatura, un documento frutto di studi, consulenze scientifiche, ricerche storiche. Non è un film che va contro la religione o a favore della religione, ma racconta dati reali, connessioni, testimonianze, che si intrecciano inevitabilmente con la fede, per dare una nuova lettura del mistero della Sindone. Spero che il pubblico possa essere coinvolto da queste atmosfere di tensione e di scoperta, e affascinato anche dai luoghi bellissimi dove gireremo, a cui sono affezionato per la presenza di parenti a Bassano del Grappa».

Il Veneto ha dato il suo apporto non solo per le location ma anche da un punto di vista produttivo, con la partecipazione di Diesel tra i partner del progetto e la benedizione oggi alla presentazione del suo patron, Renzo Rosso, pronto ad accogliere da domani la troupe nella sede di Diesel Farm a Marostica, tenuta immersa nel verde, che sul grande schermo diventerà la casa di Bova/Luraghi.

Il resto del cast è sorretto da un’alta dose di glamour con Francesco Arca, Elena Majoni, Melissa Satta e Giancarlo Giannini, per avere un appeal anche sul pubblico americano, e non solo perché “C14” sarà la risposta italiana a Il codice Da Vinci, ma anche per la visione global di Giulia Belluco, titolare di Eriadorfilm (che produce “C14” con Rai Cinema), forte di una lunga esperienza di produzione di serie televisive statunitensi. «Faremo un film dall’anima profondamente italiana ma con un respiro internazionale», spiega Giulia Belluco, «abbiamo lavorato molto per trovare i volti giusti, e ciascuno di questi attori vi stupirà perché li vedrete in ruoli insoliti, soprattutto Melissa Satta sarà una vera scoperta. Ho scelto inoltre il Veneto, perché è il mio luogo del cuore, coinvolgendo oltre un centinaio di comparse e una cinquantina di figurazioni speciali nel territorio. Contiamo di avere il film pronto in autunno, per poterlo portare alla Mostra del Cinema di Venezia o alla Festa del cinema di Roma, e per farlo uscire nelle sale a fine anno».

Il regista Antonello Belluco ha ricordato infine la genesi dell’idea che lo ha portato a scrivere la sceneggiatura con Giuseppe De Concini: «Ricordo ancora quando nel 1988 il cardinal Balestrero ufficializzò la notizia della datazione medievale della Sindone, poi messa in discussione dal sinologo Giulio Fanti, che mi dimostrò come le monete bizantine con il volto di Cristo avrebbero ben 120 punti di congiunzione con l’effige impressa nel sacro sudario, una sovrimpressione straordinaria che riporterebbe la sua provenienza al primo secolo dopo Cristo».

 

Un thriller trepidante como El código Da Vinci, pero con el rigor histórico y científico de un documental. Estas son las premisas de «C14» (abreviatura de «carbono 14», el método utilizado para deducir la época de procedencia de la Sábana Santa), la película protagonizada por Raoul Bova y dirigida por Antonello Belluco, de Padua, que el 23 de febrero dará su primer claqueta en Marostica, tras la presentación del domingo 22 de febrero en Bassano del Grappa, ciudad donde se rodarán algunas escenas, al igual que en Padua (en la Basílica de Santa Giustina) y luego en Apulia (en la Masseria San Domenico).

 Tras dejar temporalmente la sotana de Don Massimo en la popular serie de la Rai Don Matteo, Bova interpretará aquí el papel de Tommaso Luraghi, un profesor universitario y sinólogo, comprometido con la búsqueda de la verdad sobre la datación de la Sábana Santa, que según el método C14 se remonta al siglo XIV, pero un medallón bizantino recién descubierto podría retroceder en el tiempo, con revelaciones impactantes.

«La película está ambientada en 2033, cuando el Vaticano se prepara para la exposición del Sudario exactamente dos mil años después de la muerte de Cristo», adelanta el actor, «y es un thriller psicológico sobre los orígenes del sagrado sudario. Mi personaje es un profesor que tiene sus propias teorías sobre la época del Sudario, basadas en motivos científicos, y por eso resulta incómodo y se autoexilia, convirtiéndose al mismo tiempo en un punto de referencia para quienes, como él, anhelan nuevos descubrimientos». Y ese «quienes» en la narración es Giorgia Giani, interpretada por Ludovica Martino, una investigadora que posee un medallón bizantino con un rostro idéntico al que apareció en la Sábana Santa: una prueba que daría concreción a las hipótesis del profesor Luraghi. Sin embargo, los dos tendrán que enfrentarse a los «malos», obstinados en evitar que estos descubrimientos se divulguen, para una mejor gestión del poder.
 
Comienza entonces una huida con el objetivo de proteger la verdad, que pone en peligro la vida de la investigadora y del profesor, unidos, quizás, también por el nacimiento de un afecto. «Luraghi es un papel inédito para mí», continúa Bova, «que me enriquece personalmente y no solo profesionalmente, porque he aprendido muchas cosas del guion, un documento fruto de estudios, consultas científicas e investigaciones históricas. No es una película que vaya en contra de la religión o a favor de la religión, sino que cuenta datos reales, conexiones, testimonios, que se entrelazan inevitablemente con la fe, para dar una nueva lectura al misterio de la Sábana Santa. Espero que el público se sienta involucrado por estas atmósferas de tensión y descubrimiento, y también fascinado por los hermosos lugares donde rodaremos, a los que estoy muy apegado por la presencia de familiares en Bassano del Grappa». .
 
 El Véneto ha contribuido no solo con las localizaciones, sino también desde el punto de vista productivo, con la participación de Diesel entre los socios del proyecto y la bendición hoy en la presentación de su patrón, Renzo Rosso, listo para recibir mañana al equipo en la sede de Diesel Farm en Marostica, una finca rodeada de vegetación que se convertirá en la gran pantalla en la casa de Bova/Luraghi.

El resto del reparto cuenta con una gran dosis de glamour gracias a Francesco Arca, Elena Majoni, Melissa Satta y Giancarlo Giannini, para atraer también al público estadounidense, y no solo porque «C14» será la respuesta italiana a El código Da Vinci, sino también por la visión global de Giulia Belluco, propietaria de Eriadorfilm (que produce «C14» con Rai Cinema), con una larga experiencia en la producción de series de televisión estadounidenses. «Haremos una película con un alma profundamente italiana, pero con un alcance internacional», explica Giulia Belluco, «hemos trabajado mucho para encontrar a los rostros adecuados, y cada uno de estos actores os sorprenderá porque los veréis en papeles inusuales, sobre todo Melissa Satta será un verdadero descubrimiento. Además, he elegido el Véneto porque es el lugar de mi corazón, involucrando a más de un centenar de extras y unos cincuenta figurantes especiales de la zona. Esperamos tener la película lista en otoño, para poder llevarla a la Mostra del Cinema de Venecia o al Festival de Cine de Roma, y estrenarla en los cines a finales de año».
 

El director Antonello Belluco recordó finalmente el origen de la idea que le llevó a escribir el guion junto con Giuseppe De Concini: «Todavía recuerdo cuando, en 1988, el cardenal Balestrero hizo oficial la noticia de la datación medieval de la Sábana Santa, posteriormente cuestionada por el sinólogo Giulio Fanti, quien me demostró que las monedas bizantinas con el rostro de Cristo tenían nada menos que 120 puntos de conexión con la efigie impresa en el sudario sagrado, una extraordinaria superposición que situaría su procedencia en el siglo I d.
 

 
 

 
 

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