martes, 29 de septiembre de 2026
lunes, 28 de septiembre de 2026
🗣️ Raoul Bova: «La scuola non deve ghettizzare ma neanche creare alunni tutti uguali. Educazione affettiva? È importante, le mie figlie già la fanno»/Raoul Bova: "Las escuelas no deberían crear guetos para los estudiantes, pero tampoco deberían crear alumnos todos iguales. ¿Educación emocional? Es importante; mis hijas ya la practican."
Nel personaggio, però, quell'ideale acquista un'urgenza ulteriore attraverso la malattia del figlio. «Stefano sognava sin da ragazzo una scuola di questo genere, solo che ha avuto anche la difficoltà di trovarsi poi un figlio con una grave malattia, una disabilità, che l'ha portato ad avere quella spinta in più per fare questo passo». Bova fa notare: «Il problema è proprio questo, che si fanno questi passi solo quando si ha un'esperienza personale, quando invece bisognerebbe farli anche non avendo problemi a casa. Non si può lasciare la nostra società in mano a chi ha i problemi, chi se li deve gestire da soli. I genitori stessi non possono stare da soli, hanno bisogno di qualcuno che li accolga: non solo i figli».
L'attore sottolinea anche di essere super favorevole all'educazione affettiva a scuola: «È importantissima, l'ho sperimentato con le mie figlie che già la fanno».
Tutto l'amore che resta
Al liceo Helen Keller, fondato e diretto dal prof. Stefano Fogli, arrivano due nuovi studenti, Matteo e Vittoria. Dopo l'iniziale rifiuto per la nuova realtà in cui si trova, Vittoria supererà i propri pregiudizi e diventerà parte di un gruppo di ragazzi affiatati alle prese con i classici problemi adolescenziali. Il suo percorso di formazione, sarà sconvolto però da un evento del passato che la costringerà a scegliere tra se stessa e ciò che è giusto fare...
🎬 Una produzione #RaiFiction e Fabula Pictures, con Raoul Bova, Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo e Anna Favella
👉 Da martedì 29 settembre in prima visione su Rai1 e RaiPlay.
En el instituto Helen Keller, fundado y dirigido por el profesor Stefano Fogli, llegan dos nuevos alumnos: Matteo y Vittoria. Tras rechazar inicialmente su nuevo entorno, Vittoria superará sus prejuicios y se integrará en un grupo unido de estudiantes que lidian con los típicos problemas de la adolescencia. Sin embargo, su trayectoria académica se verá trastocada por un suceso de su pasado que la obligará a elegir entre su bienestar y hacer lo correcto... 🎬 Una producción de #RaiFiction y Fabula Pictures, protagonizada por Raoul Bova, Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo y Anna Favella 👉 Estreno el martes 29 de septiembre en Rai1 y RaiPlay.
🗣️ Raoul Bova: «Vietare i social sotto i 15 anni è necessario. E l'educazione sentimentale dovrebbe diventare una materia. Da ragazzo volevo fare il maestro»/Raoul Bova: "Prohibir las redes sociales para menores de 15 años es necesario. Y la educación sentimental debería ser una asignatura. De niño, quería ser profesor."
Raoul Bova prende una boccata d'ossigeno da Don Matteo (tornerà il prossimo anno su Rai 1) per dedicarsi a Stefano Fogli, un preside sognatore che fa dell'inclusione la sua missione. È il protagonista di Tutto l'amore che resta, nuova fiction in onda dal domani sera su Rai 1, nella quale l'attore interpreta il fondatore del Liceo Helen Keller, un istituto sperimentale che accoglie ragazzi con e senza disabilità. Stefano cerca di costruire un luogo dove ogni studente possa avere una chance e nessuno venga isolato.
«Sono un fan di Stefano perché è un sognatore», racconta Bova, «mi piacciono i personaggi combattivi, che hanno una forte morale e che lottano anche quando le cose sono complicate. Ho studiato alle magistrali e ho iniziato il tirocinio nelle scuole elementari», spiega. «Volevo insegnare, era uno dei miei obiettivi. Sognavo una scuola in cui anche lo sport fosse alla base dei rapporti umani». La fiction, dunque, gli sta particolarmente a cuore. Il sogno di Stefano ha profonde ragioni personali. Il preside infatti vive con la moglie Laura e con il figlio Luca, affetto da una malattia invalidante.
«La scuola ideale di Stefano deve guardare all'inclusività, che valorizzi le diversità», spiega Bova. L’argomento porta l’attore a parlare, durante la conferenza stampa di presentazione della serie, della scuola di oggi. «L'educazione sentimentale dovrebbe diventare materia da insegnare, fondamentale per gli uomini e le donne del futuro».
E parla anche dalla propria esperienza di padre: «Mia figlia mi ha raccontato alcuni commenti di ragazzi che potevano sembrare innocui o ingenui, ma che le stavano facendo male. A scuola ha avuto la libertà di parlarne con gli insegnanti che le hanno dato la possibilità di aprirsi. La situazione è rientrata immediatamente». Non tutti i giovani riescono a trovare chi li ascolta: «Tanti ragazzi e ragazze non parlano delle proprie difficoltà e da questo possono nascere fenomeni come il bullismo o il revenge porn». L'ascolto diventa quindi uno strumento di prevenzione. È la stessa filosofia che attraversa Tutto l'amore che resta, dove l'inclusione passa prima di tutto dalla capacità di vedere la persona prima della sua fragilità o della sua disabilità. Bova si dice favorevole a una legge che vieti ai minori di 15 anni l’accesso ai social: «È necessaria». Già molti paesi l’hanno adottata.
Raoul Bova se toma un respiro de Don Matteo (que regresa el próximo año a Rai 1) para centrarse en Stefano Fogli, un director soñador cuya misión es la inclusión. Es el protagonista de Tutto l'amore che resta, una nueva serie dramática que se estrena mañana por la noche en Rai 1, en la que el actor interpreta al fundador del Instituto Helen Keller, un instituto experimental que acoge a estudiantes con y sin discapacidad. Stefano se esfuerza por crear un lugar donde cada estudiante tenga una oportunidad y nadie se sienta aislado.






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