viernes, 9 de octubre de 2026
jueves, 8 de octubre de 2026
Intervista/Entrevista a Raoul
Mia madre mi ha insegnato una cosa molto sem-plice, ma non sempre facile da mettere in pratica: scegliere la propria felicità non significa amare me-no gli altri. A volte, per paura di ferire o di perdere l'amore delle persone che amiamo, rimaniamo fer-mi in situazioni che non ci appartengono più. Nell'ul-timo anno quelle parole mi sono tornate in mente molte volte e mi hanno aiutato. Ho capito che si può attraversare anche un cambiamento doloroso cer-cando di rimanere fedeli a sé stessi, senza smette-re di essere padre, senza smettere di amare. Que-sta è la cosa più importante. I rapporti veri possono cambiare forma e attraversare momenti difficili, ma se l'amore è autentico non svanisce».
Il titolo parla dell'amore che resta dopo una prova. Guardando alla sua vita oggi, quali le-gami desidera custodire e che cosa spera di costruire per sé?
Oggi desidero custodire soprattutto i legami nei quali c'è verità, con i miei figli, con la mia famiglia e con le persone che mi sono state accanto nei mo-menti più complicati. Con il tempo impari che non tutto ciò che perdi è una perdi-ta e che non tutto ciò che resta deve rimanere ugua-le a prima. Alcuni rapporti cambiano, alcuni finiscono, altri diventano ancora più profondi. Per me costruire oggi significa cercare sere-nità e autenticità. Significa continuare a credere nell'a-more, nonostante le delu-sioni e le ferite, perché la cosa più triste sarebbe permettere a ciò che ci ha fatto male di toglierci la capacità ci amare».
Il suo personaggio, Stefano, vuole aiutare su-o figlio Luca, ma deve accettare che non tutto dipende da lui. Come padre, quando ha capi-to che amare un figlio significa anche lasciar-gli spazio?
Credo che sia una delle cose più difficili da impara-re come padre. Quando un figlio nasce, il tuo istin-to è proteggerlo da tutto. Poi cresce e capisci che proteggerlo non significa impedirgli di vivere, sce-gliere e persino sbagliare. Sto ancora imparando a essere padre. Ho capito che significa esserci sen-za occupare tutto lo spazio, far sapere ai propri figli che ci sei senza pretendere di decidere al posto lo-ro. Amare davvero un figlio significa dargli radici ab-bastanza forti per sapere da dove viene, ma anche la libertà di scegliere dove vuole andare».
Prima di diventare attore sognava di insegna-re. Quanto si è riconosciuto in Stefano Fogli?
Lei ha due figli grandi, ma anche due bambi-ne: da padre ritiene necessaria l'educazione sentimentale nelle scuole?
«Assolutamente si. Dovrebbe essere una materia autonoma, con ore dedicate. La dimensione emo-tiva degli studenti è essenziale. La scuola forma le persone che domani vivranno nella società e deve insegnare loro a riconoscere i sentimenti, rispettare gli altri e chiedere aiuto. Le mie figlie frequentano u-na scuola attenta a questi temi. Una di loro ha rac-contato che alcuni commenti di certi ragazzi, ritenuti magari innocui o goliardici, le facevano male. Gli in-segnanti si sono accorti che era giù, le hanno chie-sto che cosa avesse e lei si è sentita libera di parlare. Sono intervenuti e la situazione si è risolta subito».
Che cosa accade, invece, quando un ragazzo non trova quello spazio di ascolto?
«Penso a chi non riesce ad alzare la mano e dire: "Ho una difficoltà". Se nessuno ascolta, si crea ter-reno per il bullismo, il revenge porn e altri fenome-ni gravi. La famiglia è essenziale. Trovo interessante
anche la proposta di limitare sotto i 14 anni l'accesso a social network e determinati contenuti online. Isti-tuzioni, scuola e genitori devono lavorare insieme». Qual è, per lei, il gesto più autentico dell'in-clusione?
<Non lasciare vuoto il banco accanto a chi è in diffi-coltà. Significa avvicinarsi, stringergli la mano e dir-gli: "Sto con te". Basta un sorriso, la scelta di non permettere che qualcuno venga deriso o escluso. Anche i genitori devono sentirsi accolti. Non do-vremmo aspettare di vivere un problema in casa per accorgerci degli altri.
Stefano è combattivo, fedele ai suoi sogni an-che quando tutto si complica. Quanto le so-miglia in questo?
<Molto. Amo i sognatori e le persone che lottano anche nei momenti difficili. Mi riconosco in chi, per difendere i propri ideali, rinuncia ai risultati o ai gua-dagni facili e conserva una forte morale. Perdere i propri ideali sarebbe una sconfitta».
Tornerebbe a interpretarlo in una seconda stagione? E quali altri progetti l'aspettano?
<Il prossimo anno tornerò sul set di Don Matteo, che mi impegna per nove mesi. Se la serie piacerà e ci sarà una seconda stagione, sarò felice di riprende-re il ruolo di Stefano».
Antes de ser actor, soñabas con ser profesor. ¿Cuánto te identificabas con Stefano Fogli?
miércoles, 7 de octubre de 2026
Vieste, iniziate le riprese di “Il Confine”: sul Gargano la nuova serie con Raoul Bova /Vieste: Ha comenzado el rodaje de "Il Confine": la nueva serie protagonizada por Raoul Bova está ambientada en Gargano
La produzione rinnova la collaborazione tra Bova e Soavi, che nel corso degli anni hanno lavorato insieme a fiction come “Ultimo”, “Francesco” e “Nassirya”. Questa volta saranno i paesaggi pugliesi a fare da sfondo a una storia di indagini e segreti familiari.
Bova vestirà i panni di Lorenzo Magni, un uomo che lascia l’attività di infiltrato tra i narcos sudamericani per tornare nella sua terra d’origine dopo quasi trent’anni. A richiamarlo in Puglia è la morte del fratello Angelo, classificata come un apparente suicidio.
Vieste se convierte en plató de televisión. El rodaje de "Il Confine", título provisional de la nueva serie producida por Lux Vide, protagonizada por Raoul Bova y dirigida por Michele Soavi, comenzó ayer, 5 de octubre. La filmación tendrá lugar en la localidad de Gargano y sus alrededores, y se prevé que se extienda al menos hasta el 12 de octubre.
Esta producción renueva la colaboración entre Bova y Soavi, quienes a lo largo de los años han trabajado juntos en series como "Ultimo", "Francesco" y "Nassirya".
En esta ocasión, los paisajes de Apulia servirán de telón de fondo para una historia de investigaciones y secretos familiares. Bova interpretará a Lorenzo Magni, un hombre que abandona su trabajo encubierto entre narcotraficantes sudamericanos para regresar a su tierra natal después de casi treinta años. Su regreso a Apulia se debe a la muerte de su hermano Angelo, catalogada como un aparente suicidio.
Lorenzo cercherà di stare vicino alla cognata Maria Chiara e alla nipote Anna, mentre i dubbi sulla scomparsa del fratello lo spingeranno a cercare risposte. L’indagine porterà alla luce segreti capaci di mettere in discussione il ricordo che aveva di Angelo.
Per consentire la realizzazione della serie, il Comune di Vieste ha autorizzato l’utilizzo degli spazi necessari alla produzione e concesso il patrocinio gratuito. Il logo comunale comparirà nei crediti e nel materiale promozionale.
Gli interventi autorizzati per l’allestimento comprendono la rimozione temporanea di alcuni arredi in piazza San Francesco e piazza Vittorio Emanuele, oltre allo smontaggio di cartellonistica, segnaletica e del ponteggio presso l’orologio dell’ex Pescheria. È previsto il ripristino al termine delle riprese.
Per Vieste, la serie rappresenta un’occasione per portare sul piccolo schermo il patrimonio paesaggistico e artistico della città e del suo territorio.
✍️ Stato Quotidiano
"Il Confine", Raoul Bova torna in tv da infiltrato: il mistero del fratello morto e una Puglia piena di segreti/En "Il Confine", Raoul Bova regresa a la televisión como un agente secreto: el misterio de su hermano fallecido y una Apulia llena de secretos
(Fotos) Set 'il Confine'
🎬A Sabaudia le riprese di una serie tv di Mediaset con Raoul Bova: il Confine/A Sabaudia llega el rodaje de una nueva serie de Mediaset con Raoul Bova: il Confine
Raoul Bova arriva a Vieste, al via le riprese di una serie televisiva 'Il Confine'/Raoul llegará a Vieste para el rodaje de la serie 'Il Confine'
Arriva “Il Confine” per Raoul Bova: primo ciak a ottobre/Lleva 'Il Confine' con Raoul Bova: primer día de rodaje en octubre







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