Un thriller al cardiopalma come Il codice Da Vinci ma con il
rigore storico e scientifico di un documentario. Sono queste le premesse
di “C14” (abbreviazione di “Carbonio 14” il metodo utilizzato per
desumere l’epoca di provenienza della Sacra Sindone), il film con protagonista Raoul Bova per la regia del padovano Antonello Belluco,
che il 23 febbraio batte il suo primo ciak a Marostica, dopo la
presentazione di domenica 22 febbraio a Bassano del Grappa, città dove
si svolgeranno alcune scene, così come a Padova (nella Basilica di Santa
Giustina), e poi in Puglia (nella Masseria San Domenico).
Dismessa temporaneamente la tonaca di Don Massimo nella seguitissima serie Rai Don Matteo, Bova
vestirà qui i panni di Tommaso Luraghi, un docente universitario e
sinologo, impegnato nella ricerca della verità rispetto alla datazione
della Sindone, che il metodo C14 vuole intorno al XIV secolo,
ma un ritrovato medaglione di epoca bizantina potrebbe portare indietro
nel tempo, con sconvolgenti rivelazioni.
«Il
film è ambientato nel 2033 quando il Vaticano si prepara all’ostensione
della Sindone esattamente duemila anni dopo la morte di
Cristo», anticipa l'attore, «ed è un thriller psicologico sulle origini del sacro sudario.
Il mio personaggio è un professore che ha delle sue teorie sull’epoca
della Sindone, mosse da motivazioni scientifiche, e per questo è scomodo
e si auto esilia, diventando al contempo un punto di riferimento per
chi, come lui, anela a nuove scoperte». E questo “chi” nella narrazione è
Giorgia Giani, interpretata da Ludovica Martino, una
ricercatrice in possesso del medaglione bizantino riportante un volto
identico a quello emerso dalla Sindone: prova che darebbe
concretezza alle ipotesi del professor Luraghi. I due dovranno vedersela
però con i "cattivi", ostinati a far sì che queste scoperte non vengano
divulgate, per una miglior gestione del potere.
Comincia allora una
fuga con lo scopo di proteggere la verità, che mette a repentaglio la
vita della ricercatrice e del professore, uniti, forse, anche dal
nascere di un affetto. «Luraghi è un ruolo inedito per me»,
continua Bova, «che mi arricchisce personalmente e non solo
professionalmente, perché ho imparato molte cose dalla sceneggiatura, un
documento frutto di studi, consulenze scientifiche, ricerche storiche.
Non è un film che va contro la religione o a favore della religione, ma
racconta dati reali, connessioni, testimonianze, che si
intrecciano inevitabilmente con la fede, per dare una nuova lettura del
mistero della Sindone. Spero che il pubblico possa essere coinvolto da
queste atmosfere di tensione e di scoperta, e affascinato anche dai
luoghi bellissimi dove gireremo, a cui sono affezionato per la presenza
di parenti a Bassano del Grappa».
Il
Veneto ha dato il suo apporto non solo per le location ma anche da un
punto di vista produttivo, con la partecipazione di Diesel tra i partner
del progetto e la benedizione oggi alla presentazione del suo
patron, Renzo Rosso, pronto ad accogliere da domani la troupe nella sede
di Diesel Farm a Marostica, tenuta immersa nel verde, che sul grande
schermo diventerà la casa di Bova/Luraghi.
Il resto del cast è sorretto da un’alta dose di glamour con Francesco Arca, Elena Majoni, Melissa Satta e Giancarlo Giannini, per avere un appeal anche sul pubblico americano, e non solo perché “C14” sarà la risposta italiana a Il codice Da Vinci,
ma anche per la visione global di Giulia Belluco, titolare di
Eriadorfilm (che produce “C14” con Rai Cinema), forte di una lunga
esperienza di produzione di serie televisive statunitensi. «Faremo
un film dall’anima profondamente italiana ma con un respiro
internazionale», spiega Giulia Belluco, «abbiamo lavorato molto per
trovare i volti giusti, e ciascuno di questi attori vi stupirà
perché li vedrete in ruoli insoliti, soprattutto Melissa Satta sarà una
vera scoperta. Ho scelto inoltre il Veneto, perché è il mio luogo del
cuore, coinvolgendo oltre un centinaio di comparse e una cinquantina di
figurazioni speciali nel territorio. Contiamo di avere il film pronto in
autunno, per poterlo portare alla Mostra del Cinema di Venezia o alla
Festa del cinema di Roma, e per farlo uscire nelle sale a fine anno».
Il
regista Antonello Belluco ha ricordato infine la genesi dell’idea che
lo ha portato a scrivere la sceneggiatura con Giuseppe De Concini:
«Ricordo ancora quando nel 1988 il cardinal Balestrero ufficializzò la
notizia della datazione medievale della Sindone, poi messa in
discussione dal sinologo Giulio Fanti, che mi dimostrò come le monete
bizantine con il volto di Cristo avrebbero ben 120 punti di congiunzione
con l’effige impressa nel sacro sudario, una sovrimpressione
straordinaria che riporterebbe la sua provenienza al primo secolo dopo
Cristo».
Un thriller trepidante como El código Da Vinci, pero con el rigor histórico y científico de un documental. Estas son las premisas de «C14» (abreviatura de «carbono 14», el método utilizado para deducir la época de procedencia de la Sábana Santa), la película protagonizada por Raoul Bova y dirigida por Antonello Belluco, de Padua, que el 23 de febrero dará su primer claqueta en Marostica, tras la presentación del domingo 22 de febrero en Bassano del Grappa, ciudad donde se rodarán algunas escenas, al igual que en Padua (en la Basílica de Santa Giustina) y luego en Apulia (en la Masseria San Domenico).
Tras dejar temporalmente la sotana de Don Massimo en la popular serie de la Rai Don Matteo, Bova interpretará aquí el papel de Tommaso Luraghi, un profesor universitario y sinólogo, comprometido con la búsqueda de la verdad sobre la datación de la Sábana Santa, que según el método C14 se remonta al siglo XIV, pero un medallón bizantino recién descubierto podría retroceder en el tiempo, con revelaciones impactantes.
«La película está ambientada en 2033, cuando el Vaticano se prepara para la exposición del Sudario exactamente dos mil años después de la muerte de Cristo», adelanta el actor, «y es un thriller psicológico sobre los orígenes del sagrado sudario. Mi personaje es un profesor que tiene sus propias teorías sobre la época del Sudario, basadas en motivos científicos, y por eso resulta incómodo y se autoexilia, convirtiéndose al mismo tiempo en un punto de referencia para quienes, como él, anhelan nuevos descubrimientos». Y ese «quienes» en la narración es Giorgia Giani, interpretada por Ludovica Martino, una investigadora que posee un medallón bizantino con un rostro idéntico al que apareció en la Sábana Santa: una prueba que daría concreción a las hipótesis del profesor Luraghi. Sin embargo, los dos tendrán que enfrentarse a los «malos», obstinados en evitar que estos descubrimientos se divulguen, para una mejor gestión del poder.
Comienza entonces una huida con el objetivo de proteger la verdad, que pone en peligro la vida de la investigadora y del profesor, unidos, quizás, también por el nacimiento de un afecto. «Luraghi es un papel inédito para mí», continúa Bova, «que me enriquece personalmente y no solo profesionalmente, porque he aprendido muchas cosas del guion, un documento fruto de estudios, consultas científicas e investigaciones históricas. No es una película que vaya en contra de la religión o a favor de la religión, sino que cuenta datos reales, conexiones, testimonios, que se entrelazan inevitablemente con la fe, para dar una nueva lectura al misterio de la Sábana Santa. Espero que el público se sienta involucrado por estas atmósferas de tensión y descubrimiento, y también fascinado por los hermosos lugares donde rodaremos, a los que estoy muy apegado por la presencia de familiares en Bassano del Grappa». .
El Véneto ha contribuido no solo con las localizaciones, sino también desde el punto de vista productivo, con la participación de Diesel entre los socios del proyecto y la bendición hoy en la presentación de su patrón, Renzo Rosso, listo para recibir mañana al equipo en la sede de Diesel Farm en Marostica, una finca rodeada de vegetación que se convertirá en la gran pantalla en la casa de Bova/Luraghi.
El resto del reparto cuenta con una gran dosis de glamour gracias a Francesco Arca, Elena Majoni, Melissa Satta y Giancarlo Giannini, para atraer también al público estadounidense, y no solo porque «C14» será la respuesta italiana a El código Da Vinci, sino también por la visión global de Giulia Belluco, propietaria de Eriadorfilm (que produce «C14» con Rai Cinema), con una larga experiencia en la producción de series de televisión estadounidenses. «Haremos una película con un alma profundamente italiana, pero con un alcance internacional», explica Giulia Belluco, «hemos trabajado mucho para encontrar a los rostros adecuados, y cada uno de estos actores os sorprenderá porque los veréis en papeles inusuales, sobre todo Melissa Satta será un verdadero descubrimiento. Además, he elegido el Véneto porque es el lugar de mi corazón, involucrando a más de un centenar de extras y unos cincuenta figurantes especiales de la zona. Esperamos tener la película lista en otoño, para poder llevarla a la Mostra del Cinema de Venecia o al Festival de Cine de Roma, y estrenarla en los cines a finales de año».
El director Antonello Belluco recordó finalmente el origen de la idea que le llevó a escribir el guion junto con Giuseppe De Concini: «Todavía recuerdo cuando, en 1988, el cardenal Balestrero hizo oficial la noticia de la datación medieval de la Sábana Santa, posteriormente cuestionada por el sinólogo Giulio Fanti, quien me demostró que las monedas bizantinas con el rostro de Cristo tenían nada menos que 120 puntos de conexión con la efigie impresa en el sudario sagrado, una extraordinaria superposición que situaría su procedencia en el siglo I d.