La trama
«Sarà un film avvincente ma caratterizzato da un profondo rigore storico e scientifico», ha detto il regista Antonello Belluco. L’idea è nata dai colloqui con un docente universitario che ha individuato una moneta giustinianea la cui effigie ha 120 punti di contatto con il mondo della Sindone. «Per anni abbiamo pensato alla chiave giusta per costruire la storia e i personaggi» ha fatto eco la figlia Giulia, produttrice. Che ha esperienze negli Usa ma questa volta intende «portare un progetto italiano sul mercato internazionale». Gli appoggi sono promettenti, dalla collaborazione con RaiCinema al supporto del Ministero della Cultura fino al patrocinio del Comune di Bassano, «città in cui abbiamo trovato un’accoglienza straordinaria».
La sindone nel 2033
Il film sarà ambientato nel 2033, data di una nuova ostensione della Sindone. Il ritrovamento di un medaglione d’oro raffigurante il volto di Cristo minaccia di sconvolgere le fondamente della fede e della scienza. Giorgia Giani (Martino), una giovane ricercatrice, ne è consapevole e, spinta dal bisogno di verità, ruba l’oggetto e si rivolge a Tommaso Luraghi (Bova), docente universitario emarginato dal mondo accademico. Ma il medaglione diventa presto oggetto di una caccia senza scrupoli in cui nessuno è al sicuro, tra interessi di società segrete e vendette personali.
Le parole di Bova
«Il copione mi ha affascinato fin da subito - ha dichiarato Bova -. Per me quello di Tommaso sarà un personaggio nuovo, molto stimolante, che io stesso scoprirò giorno per giorno. Simboleggerà il fatto che nella vita ci sono sempre scoperte nuove che possono mettere in dubbio le nostre certezze. Questo professore diventa scomodo e si autoesilia per poi cadere in un gioco molto pericoloso. Se nascerà del tenero con la ricercatrice? Non posso spoilerare».
Quello che è certo è che Ludovica Martino si sentirà molto in parte. L’attrice di “Vita da Carlo” e “Come fratelli” si è confessata «appassionata di storia: »Avrei voluto fare l’archeologa». Arca sarà invece un amico del protagonista, «una sorta di cavaliere senza macchia, un solitario che dopo un passato torbido si metterà al servizio di Tommaso».
«Será una película apasionante, pero caracterizada por un profundo rigor histórico y científico», ha afirmado el director Antonello Belluco. La idea surgió a raíz de unas conversaciones con un profesor universitario que identificó una moneda justiniana cuya efigie tiene 120 puntos de contacto con el mundo de la Sábana Santa. «Durante años hemos pensado en la clave adecuada para construir la historia y los personajes», se hizo eco su hija Giulia, productora. Ella tiene experiencia en Estados Unidos, pero esta vez pretende «llevar un proyecto italiano al mercado internacional». El apoyo es prometedor, desde la colaboración con RaiCinema hasta el respaldo del Ministerio de Cultura y el patrocinio del Ayuntamiento de Bassano, «ciudad en la que hemos encontrado una acogida extraordinaria».
El Sudario en 2033
La película estará ambientada en 2033, fecha de una nueva exposición del Sudario. El hallazgo de un medallón de oro con la imagen del rostro de Cristo amenaza con trastocar los fundamentos de la fe y la ciencia. Giorgia Giani (Martino), una joven investigadora, es consciente de ello y, impulsada por la necesidad de la verdad, roba el objeto y se dirige a Tommaso Luraghi (Bova), un profesor universitario marginado por el mundo académico. Pero el medallón pronto se convierte en objeto de una caza sin escrúpulos en la que nadie está a salvo, entre intereses de sociedades secretas y venganzas personales.
Lo que es seguro es que Ludovica Martino se sentirá muy identificada con el papel. La actriz de «Vita da Carlo» y «Come fratelli» se ha confesado «apasionada de la historia: «Me hubiera gustado ser arqueóloga». Arca, por su parte, será un amigo del protagonista, «una especie de caballero sin mancha, un solitario que, tras un pasado turbio, se pondrá al servicio de Tommaso».
