viernes, 26 de enero de 2018

Intervista/Entrevista: Raoul a teatro: «Sono un marito simile a Vianello»/Soy un marido similar a Vianello

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¿Cómo está tu personaje y cómo lo construiste?
"Es un personaje muy complejo: tiene cierta ligereza pero también es sabio sin saberlo. Obviamente, no siempre dice lo que a una mujer le gustaría oír, a menudo le dispara a los pies y abre la puerta a Paola (Chiara Francini, ed.). En algunos casos, me recuerda la actitud, sin llegar a esta comparación, de Raimondo Vianello que, con su tranquila elegancia e ironía, logra mantenerse al lado de una Sandra Mondaini. Aquí, el personaje de Vianello fue una pequeña inspiración para mí ". 
 
¿Por qué esta de vuelta al teatro?
"Actuar tiene su propio camino y siempre tratamos de elegir el proyecto más correcto, que en ese momento coincide con la aspiración de un actor. No hagas distinciones ni jerarquías entre el teatro y el cine, todos son parte de la misma familia: los sentimientos, el corazón, la pasión que el actor pone en un personaje debe ser necesariamente el mismo. El resultado será entonces diferente, los aplausos en el cine quizás lleguen más tarde, mientras que los del teatro serán más inmediatos ". 
 
¿Te sientes más cómodo en papeles dramáticos o más brillantes?
"En esta comedia estoy experimentando con una parte bastante sumisa; a nivel de bromas y risas está la parte femenina para emerger. El mío es un trabajo de resta increíble, estoy aprendiendo mucho y me gusta más y más. Sobre todo, me doy cuenta de que la comedia no es tan fácil como muchos pueden pensar. El drama es uno en el que me refugio mucho más porque no soy brillante en la vida, soy más reflexivo, melancólico y nostálgico y, por lo tanto, me encuentro más en papeles dramáticos ".
Como ex nadador, ¿cuánto afectó el entrenamiento deportivo a la conciencia de un actor?
"Seguramente las experiencias forman la persona y forjan el personaje. Las victorias y las derrotas influyen en el trabajo y las elecciones profesionales. Las victorias me han dado mucha fuerza y ​​entusiasmo: cuando amo tanto algo, lo busco y me entreno en esa dirección, sin la pretensión de obtenerlo. Cuando uno ya se siente fuerte, ya llegó, es hora de que esa carrera lo pierda y tal vez sea lo más importante. Creo que es fundamental prestar atención a cada proyecto y cuidar cada experiencia ». 
 
Un consejo para los jóvenes que se acercan a la profesión del actor?
"Conocer las técnicas de actuación y hacer que el famoso dicho" Aprender el arte y dejarlo de lado "sea importante, especialmente al principio. Entonces en la vida tienes que escuchar y entender cómo conocerte a ti mismo, hasta que puedas tocar el instrumento de la actuación usando las teclas y notas correctas, pero sobre todo dejando el corazón libre, el instinto y la verdad. No hay un hermoso tono de voz si no está lleno de emoción, no puedes moverte solo con un sonido perfecto o con una interpretación impecable: también se mueve en la imperfección. Las reglas se pueden romper, pero primero debemos conocerlas. Así que creo que lleva mucho estudio y no creas que todo es fácil ». Después de la etapa de Gorizia, el espectáculo se trasladará a Trieste, Teatro Bobbio, anfitrión de la temporada de la Contrada, donde permanecerá hasta el 29 de enero: la función del domingo 28 se ha adelantado a las 16h. 
 
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Com'è il suo personaggio e come lo ha costruito?
«È un personaggio in realtà molto complesso: possiede una certa leggerezza ma è anche inconsapevolmente saggio. Ovviamente non dice sempre quello che una donna vorrebbe sentirsi dire, si dà spesso la zappa sui piedi e apre il varco a Paola (Chiara Francini, ndr). In alcuni casi mi ricorda l'atteggiamento, senza arrivare a questo paragone, di Raimondo Vianello che, con la sua pacata eleganza e ironia, riesce a stare accanto a una Sandra Mondaini. Ecco, il personaggio di Vianello è stato per me una piccola ispirazione». 
 
Come mai questo ritorno a teatro?
«La recitazione ha un suo percorso e si cerca sempre di scegliere il progetto più giusto, ciò che in quel momento combacia con l'aspirazione di un attore. Non farei distinzioni e gerarchie tra teatro e cinema, fanno tutti parte della stessa famiglia: i sentimenti, il cuore, la passione che un attore mette in un personaggio devono per forza essere uguali. Il risultato sarà poi diverso, l'applauso al cinema magari arriverà dopo, mentre quello del teatro è certo più immediato». 
 
Si sente più a suo agio in ruoli drammatici o più brillanti?
«In questa commedia sto sperimentando una parte piuttosto remissiva; a livello di battute e di risate è la parte femminile ad emergere. Il mio è un lavoro incredibile di sottrazione, sto imparando tanto e mi sta piacendo sempre di più. Soprattutto mi sto accorgendo che la commedia non è così facile come molti possono pensare. Il dramma è quello in cui mi rifugio molto di più perché non sono brillante nella vita, sono più riflessivo, melanconico e nostalgico e quindi mi ritrovo di più nei ruoli drammatici». 
 
Da ex nuotatore, quanto ha inciso la formazione sportiva nella consapevolezza di attore?
«Sicuramente le esperienze formano la persona e forgiano il carattere. Le vittorie e le sconfitte influenzano le scelte lavorative e professionali. Le vittorie mi hanno dato molta forza ed entusiasmo: quando amo tanto qualcosa, la cerco e mi alleno in quella direzione, senza la pretesa di ottenerla. Quando uno si sente già forte, già arrivato, è il momento che quella gara la perdi e magari è la più importante. Penso sia fondamentale l'attenzione a ogni singolo progetto e la cura nei confronti di ogni esperienza». 
 
Un consiglio per i giovani che si avvicinano al mestiere dell'attore?
«Conoscere le tecniche della recitazione, e far proprio il famoso detto "Impara l'arte e mettila da parte" è importante, soprattutto all'inizio. Poi nella vita bisogna ascoltare e capire come conoscere se stessi, fino ad arrivare a suonare lo strumento della recitazione usando i tasti e le note giuste ma soprattutto lasciando libero il cuore, l'istinto e la verità. Non c'è un timbro di voce bello se non è carico di emozione, non si può commuovere solo con una sonorità perfetta o con un'interpretazione ineccepibile: si commuove anche nell'imperfezione. Le regole si possono rompere, ma prima bisogna conoscerle. Quindi ritengo che ci voglia molto
studio e non credere che sia tutto facile». Dopo la tappa a Gorizia, lo spettacolo si sposterà a Trieste, al Teatro Bobbio, ospite della stagione della Contrada, dove rimarrà fino al 29 gennaio: la replica di domenica 28 è stata anticipata alle 16.