sábado, 10 de marzo de 2018

Intervista/Entrevista a Raoul e Chiara

www.raoulbovaspain.co.nr
10/03/2018
In che misura l’attività agonistica ha forgiato il suo carattere incidendo sulla sua carriera artistica?
« L’attività agonistica influisce nell’educazione , nella disciplina, nel carattere. Per me è molto importante lo sport, ma anche la famiglia, l’ambiente che frequenti. Lo sport ha generalmente un ambiente che ha dei valori importanti, soprattutto se trasferiti nel cinema, perché fanno parte di te e del tuo carattere. Se tu pensi ad una gara che fai nello sport è un po’ come fare una gara nella vita: per arrivare devi prepararti».
 
Quanto l’esperienza di Hollywood ha influito sul suo successo?
« Mi ha condizionato molto perché mi ha dato una esperienza in più e quindi ha ampliato il mio orizzonte facendomi capire, conoscere le differenze su come si fa cinema in altri posti aiutandomi sicuramente a trovare degli stimoli diversi ».
 
Chi ha orientato la sua svolta in direzione dello spettacolo?
« Il primo che mi ha scoperto e che mi ha dato la possibilità di fare questo lavoro è stato Stefano Reali, regista, musicista, sceggiatore e produttore italiano».
 
Quanto incide la notorietà di un attore sul successo di un testo? Esiste una correlazione tra testo ed attore?
«Non sono i nomi a determinare il successo di un testo ma le tematiche affrontate, attuali e moderne, a cui la gente è interessata. I nomi possono fare poco se non c’è dietro il testo, anzi sono strettamente correlati: se c’è un attore importante, è giusto che ci sia un testo importante. Se vai a vedere un attore è perché c’è la qualità nel testo». 
 
È la stessa cosa lavorare a teatro o al cinema?
« Ognuno affronta il teatro e il cinema in modo diverso: io quando sono a teatro non mi curo del mezzo che mi riprende ma sento di essermi immedesimato in un personaggio, mi sento libero di poter recitare, poter provare e poter dire che questo è provare emozione in un testo . Forse in più posso dire che il teatro è un protagonista insieme a te e che ogni sera cambia, quindi ti devi adattare ad avere in scena un altro protagonista sul palco che condiziona in modo importante la recitazione, l’intensità, a volte la leggerezza, di modo che si cambia il testo a seconda la vibrazione proveniente da chi chiede i sorrisi o da chi vuole riflettere e vivere insieme»
 
Per l’occasione abbiamo rivolto alcune domande anche a Chiara Francini, la protagonista femminile dello spettacolo “ Due” di Luca Miniero, insieme a Raoul Bova, sempre in scena al Teatro Grandinetti di Lamezia nell’ambito della stagione teatrale di Ama Calabria. Chiara Francini non è soltanto attrice e conduttrice televisiva ma anche autrice del romanzo “ Non parlare con la bocca piena” sul quale ha discusso con la stampa
 
Com’ è nata l’idea di scrivere questo romanzo?
« Mi è sempre piaciuto scrivere ma non credevo che la critica avrebbe accolto questo romanzo in maniera molto calorosa e di cui ho venduto 40.000 copie con cui è entrato nella Top 20 della narrativa italiana. Tra l’altro, è stato recensito da testate giornalistiche importanti tra cui Repubblica e il Foglio ed anche da una giornalista calabrese». 
 
Considerato il successo ottenuto, il libro può essere trasposto sullo schermo da qualche regista o produttore ?
 
«Si, assolutamente sì. Però prima del regista è il produttore che ci fa un pensierino. Ci stiamo lavorando perché in realtà l’idea del romanzo è secondaria. Infatti avevo scritto questa storia perché veramente mi sarebbe piaciuto farci un film, poi è venuto fuori il romanzo». Sarà lei a rivestire il ruolo da protagonista in una eventuale trasposizione cinematografica? «Sì, senz’altro. L’ho scritto apposta per farlo io».
 
Quale è stato il suo rapporto instaurato con Raoul Bova durante la messa in scena della commedia “Due” ? 
 « Ci siamo trovati molto bene anche se abbiamo dei caratteri diversi, complementari. Tra di noi c’è un grande affiatamento: io interpreto una donna attuale, molto viva. Una donna moderna, ma tradizionale che vuole sposarsi. Una donna libera che non ha paura di dire al proprio uomo che ha dei dubbi sul matrimonio, perché oggi bisogna essere così. Bisogna ribellarsi. La libertà, comunque, ha dei limiti e non significa anarchia, ma significa seguire la testa, seguire il cuore sempre con cognizione di causa e rispettare gli altri».
 
..............................
¿En qué medida la actividad agonística forjó su carácter al influir en su carrera artística?
"La actividad competitiva influye en la educación, la disciplina y el carácter. Para mí, el deporte es muy importante, pero también la familia, el entorno que frecuentas. El deporte en general tiene un ambiente que tiene valores importantes, especialmente si se transfiere al cine, porque son parte de ti y tu personaje. Si piensas en una carrera que haces en el deporte, es como hacer una carrera en la vida: para llegar allí tienes que prepararte ». 
 
¿Cuánto afectó la experiencia de Hollywood a su éxito?
"Me ha influenciado mucho porque me dio una experiencia extra y, por lo tanto, ha ampliado mi horizonte haciéndome entender, conocer las diferencias sobre cómo se hace el cine en otros lugares, ayudándome a encontrar diferentes estímulos". 
 
¿Quién ha orientado su giro hacia el espectáculo?
"La primera persona que me descubrió y me dio la oportunidad de hacer este trabajo fue Stefano Reali, director, músico y productor italiano". 
 
¿Cuánto afecta la notoriedad de un actor al éxito de un texto? ¿Hay una correlación entre el texto y el actor? 
 
«No son los nombres los que determinan el éxito de un texto, sino los problemas que se abordan, actuales y modernos, a los que las personas están interesadas. Los nombres pueden hacer poco si no están detrás del texto, de hecho están estrechamente relacionados: si hay un actor importante, es correcto que haya un texto importante. Si vas a ver a un actor es porque hay calidad en el texto ». 
 
¿Es lo mismo trabajar en el teatro o en el cine?
"Todo el mundo se enfrenta el teatro y el cine de una manera diferente: cuando estoy en el escenario no me importa el medio en el que esté , siento que realmente me metí en el personaje, me siento libre para poder jugar, para tratar de decir que se trata de probar emoción en un texto. Tal vez puedo decir que el teatro es un protagonista contigo y que cada tarde cambia, entonces tienes que adaptarte para tener otro protagonista en el escenario que afecte la actuación, la intensidad, a veces la ligereza, para que cambies el texto de acuerdo con la vibración que proviene de aquellos que piden sonrisas o de quienes quieren reflexionar y vivir juntos » 
 
Para la ocasión, preguntamos algunas preguntas también a Chiara Francini, la protagonista femenina de la serie "Due" de Luca Minieri, junto con Raoul Bova, siempre en el escenario del Teatro Grandinetti Lamezia dentro de la temporada de teatro de Ama de Calabria. Chiara Francini no es solo una actriz y presentadora de televisión, sino también la autora de la novela "No hables con la boca llena", sobre la que discutió con la prensa 
 
¿Cómo surgió la idea de escribir esta novela?
«Siempre me gustó escribir, pero no creía que los críticos hubieran aceptado esta novela de una manera muy cálida y de la que he vendido 40.000 copias con las que ha entrado en el Top 20 de la ficción italiana. Entre otras cosas, ha sido revisado por importantes periódicos como Repubblica e Il Foglio y también por un periodista calabrés ». 
 
Dado el éxito logrado, ¿puede el libro ser transpuesto en la pantalla por algún director o productor?
"Sí, absolutamente sí. Pero antes el director es el productor que nos hace pensar un poco. Estamos trabajando en ello porque en realidad la idea de la novela es secundaria. De hecho, yo había escrito esta historia porque realmente me hubiera gustado hacer una película, luego salió la novela ». ¿Ella desempeñará el papel principal en una posible adaptación cinematográfica? "Sí, por supuesto. Lo escribí a propósito para hacerlo yo mismo ". 
 
¿Cuál fue su relación con Raoul Bova durante la puesta en escena de la comedia "Due"? "Nos encontramos muy bien incluso si tenemos diferentes personajes complementarios. Entre nosotros hay una gran armonía: interpreto a una mujer actual, muy viva. Una mujer moderna pero tradicional que quiere casarse. Una mujer libre que no tiene miedo de decirle a su hombre que tiene dudas sobre el matrimonio, porque hoy tenemos que ser así. Debemos rebelarnos. La libertad, sin embargo, tiene límites y no significa anarquía, sino que significa seguir la cabeza, siempre siguiendo el corazón a sabiendas y respetando a los demás ".