domingo, 4 de enero de 2026

Raoul Bova: 🗣️ «I social alimentano l'odio. I giovani che non hanno una famiglia solida alle spalle potrebbero perdere il senso della vita»/ «Las redes sociales alimentan el odio. Los jóvenes sin una sólida formación familiar podrían perder su propósito en la vida».


Nel 2025 Raoul Bova è stato travolto da una bufera mediatica per i messaggi diffusi da Fabrizio Corona sulla 23enne Martina Ceretti (il cosiddetto caso «occhi spaccanti»). Poi c’è stata la fine della relazione con la compagna Rocío Muñoz Morales, con la quale l’attore ha avuto le figlie Luna e Alma, e l’inizio della storia d’amore con Beatrice Arnera, ultimamente invasa da una tempesta di insulti sui social. «Il 2025 non è da dimenticare», confida Bova a Vanity Fair, «è proprio un anno da ricordare. Mi ha aiutato a crescere. In questo 2026 sono più forte e consapevole».

Ad aiutarlo a risollevarsi dal baratro ci hanno pensato «i figli, la famiglia e le persone che mi hanno sempre sostenuto e mai abbandonato. Come invece qualcuno ha fatto», commenta l’attore, che dall’8 gennaio torna su Rai 1 con la quindicesima stagione di Don Matteo. «Son andato KO. Ho cercato di ripartire da me stesso per trovare un nuovo equilibrio. Mi ha guidato l’istinto di sopravvivenza e la voglia di giustizia. Ammetto il mio errore, ma ci sono delle responsabilità, e non è giusto che paghi una sola persona. I media e i social hanno parlato di più del mio “caso” che di alcuni terroristi o assassini. Chi sostiene la persona bassa intellettualmente che ha diffuso i video ne è complice».

E a proposito dei social e degli haters, che in questo periodo stanno travolgendo di insulti, minacce e messaggi violenti la nuova compagna Beatrice Arnera, Bova commenta: «I social sono molto pericolosi. L’odio che scatenano è violento. Un giovane che non ha una famiglia solida alle spalle potrebbe perdere il senso della vita, perché la reputazione viene massacrata e messa sotto i piedi. Non è detto che un giorno li abbandoni», continua, «non sono così necessari, senza si riuscirebbe a guardare meglio le persone negli occhi e a dire quello che si pensa veramente, non dietro false identità». 

Anche il lavoro ha aiutato Raoul Bova a uscire dalle sabbie mobili e in modo particolare Don Massimo, il personaggio che interpreta nella fiction Don Matteo. «Mi ha fatto compagnia, mi ha incentivato a pormi delle domande e a confrontarmi con me stesso, con Dio e le mie debolezze», afferma. E pensare che qualcuno, dopo lo scandalo mediatico, lo aveva già fatto fuori dalla serie. «Bova licenziato», hanno scritto. «Sembrava una cosa organizzata per destabilizzare Don Matteo. Ero pronto a dare le dimissioni», ammette, «invece i produttori mi hanno fatto sentire protetto, come in una famiglia».

Niente paura. Bova torna nei panni di Don Massimo. «In questa stagione il prete si porrà delle domande sulla sua vocazione, che entra in conflitto con il passato di Carabiniere», spiega l’attore, «continueremo a vedere un sacerdote che sbaglia, sempre alla ricerca di sé e di Dio. In crisi e che si pone mille dubbi».

En 2025, Raoul Bova se vio envuelto en una polémica mediática por los mensajes de Fabrizio Corona sobre Martina Ceretti, de 23 años (el llamado caso de los ojos saltones). Luego llegó el fin de su relación con su pareja Rocío Muñoz Morales, con quien el actor tuvo a sus hijas Luna y Alma, y ​​el comienzo de su romance con Beatrice Arnera, recientemente envuelto en una tormenta de insultos en redes sociales. "2025 no es un año para olvidar", confesó Bova a Vanity Fair, "es realmente un año para recordar. 

 Me ayudó a crecer. En 2026, soy más fuerte y más consciente". Ayudándolo a salir del abismo estuvieron "mis hijos, mi familia y las personas que siempre me han apoyado y nunca me han abandonado. Como algunos lo han hecho", comenta el actor, que regresa a Rai 1 a partir del 8 de enero con la decimoquinta temporada de Don Matteo. Estaba noqueado. Intenté reconstruirme para encontrar un nuevo equilibrio. Me guié por mi instinto de supervivencia y mi deseo de justicia. Admito mi error, pero hay responsabilidades, y es injusto que solo una persona pague. Los medios de comunicación y las redes sociales han hablado más de mi "caso" que de ciertos terroristas o asesinos. Cualquiera que apoye a la persona con deficiencia intelectual que difundió los videos es cómplice. 

Y hablando de redes sociales y de los haters, que actualmente bombardean a su nueva pareja, Beatrice Arnera, con insultos, amenazas y mensajes violentos, Bova comenta: «Las redes sociales son muy peligrosas. El odio que desata es violento. Un joven sin una familia sólida podría perder el sentido de la vida, porque su reputación queda arruinada y pisoteada. No es seguro que las abandonen algún día», continúa, «no son tan necesarias. Sin ellas, podrías mirar mejor a la gente a los ojos y decir lo que realmente piensas, sin usar identidades falsas».
 
El trabajo también ayudó a Raoul Bova a escapar de las arenas movedizas, especialmente a Don Massimo, el personaje que interpreta en la serie de televisión Don Matteo. "Me acompañó, me animó a cuestionarme y a confrontarme a mí mismo, a Dios y a mis debilidades", dice. Y pensar que, tras el escándalo mediático, alguien ya lo había echado de la serie. "Bova despedido", escribieron. "Parecía algo planeado para desestabilizar a Don Matteo. Estaba listo para renunciar", admite, "pero en cambio, los productores me hicieron sentir protegido, como parte de una familia". 
 
 No se preocupen. Bova regresa como Don Massimo. "Esta temporada, el sacerdote cuestionará su vocación, lo cual entra en conflicto con su pasado como carabinero", explica el actor. "Seguiremos viendo a un sacerdote que comete errores, siempre en busca de sí mismo y de Dios. En crisis y enfrentando mil dudas".