viernes, 9 de febrero de 2018

Raoul Bova a teatro con "Due": "Bisognerebbe sposarsi quando si è maturi"/”Deberíamos casarnos cuando seamos maduros”

www.raoulbovaspain.co.nr

Una cama para armar metáfora de una cohabitación bidireccional a ser ponderada y una relación cuestionable. Estos son los ingredientes de "Due", presentados en el Manzoni de Milán hasta el 25 de febrero, que marca el regreso al escenario de Raoul Bova después de casi 20 años de cine y televisión, junto con Chiara Francini, una confirmación en su lugar, con muchas experiencias a los hombros. Escrito (con las dos manos con Astutillo Smeriglia) y dirigido por Luca Miniero ("Benvenuti al Sud / Nord) en su debut teatral, la pieza", un fresco del universo masculino y femenino ", cuestiona" sobre el profundo significado de prueba de tiempo "...
En el escenario, una habitación vacía, los dos protagonistas, Marco y Paola, cualquier pareja, en cualquier lugar, en el umbral de una cohabitación, él luchando con el montaje de una cama, ella con una serie de preguntas sobre su futuro como pareja: cómo seremos dentro de veinte años, ¿nos seguiremos amando?
No hay respuestas, recetas, y mucho menos un folleto de instrucciones para comenzar una convivencia y saber si funcionará. Hay un hombre y una mujer ya su diferente visión de la vida, sus diferentes proyecciones y supuestos futuros, que se reflejan en el escenario con formas de plexiglás retroiluminado, a la que los mismos actores dan voz: los niños, amigos, amantes, que Marco y Paola se imaginan en su mañana. Habrá así una Barbie con la que Marco podría traicionar Paola, o el fontanero y el pony express con quien estará Paola en su lugar a traicionar presumiblemente Marco y entonces los niños, todavía sin nombre y rostro, amigos y enemigos, que pondrá a prueba su relación.
Paola es una mujer "nueva", como explica Chiara Francini, "equilibrada entre la tradición y la modernidad, es libre, trabaja y no tiene miedo de hacer siquiera las preguntas más incómodas, pero al mismo tiempo quiere hacerse realidad en el matrimonio. amor y una relación que tiene estabilidad ".
Marco no puede responder las preguntas de Paola y Paola no encuentra las respuestas que está buscando. Los dos comprenden sus mil miedos, sus incertidumbres: "Muchas mujeres y hombres que vienen al teatro se identifican con nuestros personajes", dice Chiara: "Miniero escribió un texto especial que toca los corazones de la audiencia de una manera educada". Y es por eso que el espectáculo regresa después un año de réplicas, siempre bienvenido con gran afecto del público.
"Este es un espectáculo divertido y al mismo tiempo un espejo del universo masculino y femenino", agrega Raoul Bova: "No damos respuestas a las grandes preguntas sobre el amor, porque no hay respuestas. trata de no idealizar a tu pareja o pareja, o tu relación. Es más inteligente aceptar la singularidad de la persona que amas y no la idea que tienes de ella ".
En cuanto al matrimonio, el actor no tiene dudas: "Mi idea, cultivada en los últimos años, es que tal vez el matrimonio debe llegar a una edad madura, cuando hay más conciencia de lo que implica, cuando estás más dispuesto a hacer de las renuncias, pero especialmente cuando están más estructuradas, crecen, no para descargar sus preocupaciones por el otro. En una pareja que funciona debes ser uno más uno. Las incertidumbres deben resolverse por sí mismas: porque una pareja está formada por dos personas, estas no pueden ser entidades incompletas, o la suma, o dos, no regresan ".

--------------------
Un letto da montare. metafora di una convivenza a due da ponderare e una relazione da mettere in discussione. Sono gli ingredienti di "Due", in scena al Manzoni di Milano fino al 25 febbraio, che segna il ritorno al palcoscenico per Raoul Bova dopo quasi 20 anni di cinema e tv, insieme a Chiara Francini, una conferma invece, con molte esperienze alle spalle. Scritta ( a due mani con Astutillo Smeriglia) e diretto da Luca Miniero ("Benvenuti al Sud/Nord) al suo debutto teatrale, la pièce, "un affresco dell'universo maschile e femminile", si interroga "sul senso profondo delle relazioni alla prova del tempo"...
In scena, una stanza vuota, i due protagonisti, Marco e Paola, una coppia qualunque, in un luogo qualunque, alla soglia di una convivenza, lui alle prese con il montaggio di un letto, lei con una serie di domande sul loro futuro di coppia: come saremo fra venti anni, ci ameremo ancora?
Non ci sono risposte, ricette, e tantomeno un libretto di istruzioni per cominciare una convivenza e per sapere se funzionerà. Ci sono piuttosto un uomo e una donna e la loro diversa visione della vita, le loro diverse proiezioni e ipotesi future, che si concretizzano sul palcoscenico con sagome in plexiglass retroilluminate, a cui gli stessi attori danno voce: figli, amici, amanti, che Marco e Paola immaginano nel loro domani. Ci sarà così una Barbie con cui Marco potrebbe tradire Paola, o l'idraulico e il pony express con cui invece sarò Paola a tradire presumibilmente Marco e poi i figli, ancora senza nome e volto, amici e nemici, che metteranno a dura prova la loro relazione.
Paola è una donna "nuova", come spiega Chiara Francini, "in bilico tra tradizione e modernità. E' libera, lavora e non ha paura di farsi anche le domande più scomode, ma allo stesso tempo vuole realizzarsi anche nel matrimonio. Cerca l'amore e una relazione che abbia una stabilità".
Marco non sa rispondere alle domande di Paola e Paola non trova le risposte che cerca. I due scandagliano le loro mille paure, le loro incertezze: "Molte donne e uomini che vengono a teatro si immedesimano nei nostri personaggi", racconta Chiara: "Miniero ha scritto un testo speciale che tocca in maniera garbata il cuore degli spettatori". E sarà per questo che lo spettacolo è reduce da un anno di repliche sempre accolte con grande affetto dal pubblico.
"Questo è uno spettacolo divertente e nello stesso tempo uno specchio dell’universo maschile e femminile", aggiunge Raoul Bova: "Noi non diamo risposte ai grandi quesiti sull’amore, perché non ci sono risposte. L’unico suggerimento che possiamo dare è cercare di non idealizzare il proprio compagno o compagna, o il proprio rapporto. È più saggio accettare la singolarità della persona che si ama e non l'idea che si ha di lei.".
In quanto al matrimonio l'attore non ha dubbi: "La mia idea, coltivata in questi anni, è che forse al matrimonio si dovrebbe giungere in età matura, quando si ha più consapevolezza di ciò che comporta, quando si è più disposti a fare delle rinunce. Ma soprattutto quando si è più strutturati, cresciuti, per non scaricare sull'altro le proprie inquietudini. In una coppia che funziona bisogna essere uno più uno. le incertezze bisogna risolverle da soli: perché una coppia sia formata da due persone, queste non possono essere entità incomplete, o la somma, ovvero due, non torna". 


Fuente